Transiti – Fermo, 29 marzo 13 aprile 2013

FERMO Centro Congressi San Martino

Venerdì 30 marzo inaugurazione della mostra; rimarrà aperta sino al 13 aprile 2013 dalle ore 17.30 alle 20.
Per saperne di più: bymarche.it , exibart.com , Maurizio Governatori

Oggetto: progetto esposizione (espo-opposizioni) delle opere di Maurizio Governatori e di Gianfranco Tognarelli.

Il tema emerge da una necessità contemporanea di riflettere sul presente, in questo eterno presente che abbandona il passato, ma non indica il futuro, perché vive sempre nel presente.

La Mostra evento coinvolge varie discipline espressive: musica, letteratura, poesia, teatro. Ramificazioni di uno stesso albero, un mosaico di espressioni, riflettono in questi transiti dilatati, perché il presente equivocato con il futuro.

I relatori invitati tratteranno il tema Transiti dai loro punti di osservazione, di professione, di disciplina e di passione, alla fine avremmo un’esperienza della parola “transiti” condivisa tra le varie discipline e il pubblico. Siamo in una transizione globale individuale e collettiva, conosciamo il passato, il presente eterno, confuso, tragico, senza pace, ancora non vediamo soluzioni.

L’esposizione è vista come uno spazio unico, dove le individualità espressive dei partecipanti, dialogano tra loro: Daniela Marcheschi, Rossella Federigi, Marco Fagioli, Fausto Bongelli, Antonio De Signoribus, Diego Massimini, …Giovanni Zamponi, Luigi Maria Musati, …

Tema dell’esposizione: Transiti

Con la modernità si chiude il pensiero della cultura greca, romana, rinascimentale, pensiero che tende al globale; le forme come risultato di una totalità. Un’opera greca rinascimentale esprime una forma totale in sé che non può essere modificata.

La post modernità, ovvero il nostro tempo, (“Il mondo non è uno ma molti”) (Vattimo) manifesta una parcellizzazione dell’espressione artistica dove spesso il pensiero ed il lavoro camminano senza incontrarsi.

Dopo la Pop Art, l’arte non rappresenta più un percorso della conoscenza, che rinnova attraverso i segni la comprensione della realtà. Senso e segno non dialogano, o è solo segno lavoro o è solo senso esterno all’arte. Le produzioni artistiche “contemporanee”, talvolta impantanate in ricerche parziali; non comunicano più, non si fa più esperienza, si rappresenta “senza lavoro”, senza ripensamenti. Questo rapporto ha sminuito il legame con l’esperienza materiale, con il lavoro, che connette i saperi manuali con il pensiero.

Anche quando la pittura partecipa alla costruzione, vedi il neo-espressionismo, “Nonostante le differenze locali, una grafia sregolata o convulsa, una tavolozza dissonante o ridotta al bianco e nero, una fattura abborracciata che a volte è stata chiamata bad painting, un formato volentieri smisurato, un repertorio di immagini “primitive”che descrive un destino individuale ridotto al sesso e alla morte, ovvero illustra i miti nazionali, hanno fatto del neoespressionismo di oggi una sorta di lingua franca.” J. Clair) tutto è compresso sulla comunicazione, sull’espressione e solo nell’immediato trova senso.

Il secolo passato con tutto il suo percorso tra avanguardia, ritorno all’ordine, vie individuali, drammi di violenza inaudita, ci ha lasciato in eredità una grande spinta verso la ricerca di libertà che in arte non può forse essere assoluta, ma per un pittore di oggi la libertà espressiva non può che essere la libertà di scegliere, di volta in volta i propri vincoli.

In nome di questa libertà però, da anni, si assiste ad una piatta ripetizione di un “certo spirito Duchamp”, e benché sostenuta da un notevole marketing finanziario, l’arte contemporanea appare sempre più svilita e banalizzata e spesso si trasforma in una forma esibizionistica di intrattenimento, dominata dal denaro; si tratta “di un’arte industrializzata, che al posto del lavoro e dell’intelligenza della mano, si affida alla tecnologia e alla ripetizione per fabbricare oggetti fintamente artistici …”. (M. Fumaroli)

Noi, Gianfranco Tognarelli e Maurizio Governatori, amici dal lontano 1968, dai tempi dell’accademia di Belle Arti di Firenze, (dopo questo doveroso preambolo), intendiamo proporre l’esposizione di esperienze parallele e diverse tra loro, (Anche opposte, da ciò Esp-opposizione) con un altro punto di vista, un’altra analisi della contemporaneità.

Senza rinunciare al passato, che vede nelle tradizioni il confronto necessario per dare all’arte quel senso pieno, quel terreno comune dove gli uomini possono esercitare il giudizio.

La pittura come esperienza cognitiva, il lavoro che stratifica i saperi, compartendo esperienze. Da anni frequentiamo i nostri studi criticando i nostri lavori: lì il colore non funziona, là la composizione non regge ecc, saperi condivisi nelle diversità linguistiche, dove la “grammatica pittorica” è struttura comune.

La nostra mostra: Transiti sono le situazioni che non hanno un passato, un futuro, un prima e un dopo; sono lo stadio di mezzo, il presente, dove non si lascia il passato e non si vede il futuro, dove si negano le scelte cristallizzate.

Dove andare? Come andare? Che fare?

I passaggi, gli attimi, i momenti della riflessione, della sospensione del tempo, delle azioni e delle immagini.

La società, la cultura, i movimenti degli uomini vivono un eterno transito.

Fermo lì 05/02/2013
Maurizio Governatori

Maurizio Governatori

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